Conta veramente la trama in una storia? Ripensiamo ai libri che ci sono maggiormente piaciuti: talvolta avevano una trama debole, oppure ovvia, altre volte talmente complicata che non ci è consentito neppure di descriverla.

Un qualche autore famoso ed esperto (vorrei dire Lucentini, del famoso duo con Fruttero, ma non ne sono sicuro) avevano elaborato un giochino nel quale si richiedeva di sintetizzare una trama di una grande opera nel minor numero di parole. La sorpresa del gioco sarebbe derivata dal fatto che gli astanti avrebbero dovuto indovinare l’opera da quel concentrato.

 

  • Due si sposerebbero. Uno non vuole. Muoiono quasi tutti e i due si sposano.
  • Uno pesca in alto mare. Prende un pesce ma gli squali se lo mangiano.
  • Nobiluomo impazzisce, vaga per uccidere giganti. Poi muore.
  • Proprietario si risposa ma i figli sono strani, uno di loro lo uccide.
  • Uno va all’inferno da vivo. Incontra un sacco di gente. Un poeta lo conduce. Lo cava fuori una bella ragazza.
  • Commesso viaggiatore si risveglia bagarozzo. La famiglia non capisce. Il bagarozzo muore. La famiglia vive.

 

Al di là del gioco, l’intento sarebbe quello di dimostrare che la trama non è fondamentale in una storia. Meglio: non è una trama complicata a far sì che una storia sia più importante. Anzi, se pensiamo all’esperienza delle soap-opera o delle grandi serie televisive, tanto più la trama è articolata e densa di situazioni inesplicabili o inattese, quanto più si tratta di un prodotto destinato al grande pubblico, ad una fruizione adatta a molti tipi di spettatori: eruditi o ignoranti.

Talvolta, di una storia ben narrata, non ci interessa neppure come va a finire, perché è tale la meraviglia, l’immedesimazione, la partecipazione alle vicende narrate, che la chiusura di una vicenda ci molesta: vorremmo restare ancora un poco in quel mondo fatato, così ben descritto. Come se restassimo al caldo tra le nostre coperte, in una mattina di gelo. Al cospetto di questi grandi narratori (a ognuno i suoi) ci troviamo come bambini di fronte ai nonni raccontatori di fiabe. ‘Ancora! Ancora!’, non dirmi che è finita, trova il modo di allungare, di raccontare cosa succederà da domani a Pinocchio, Martin Eden, Mattia Pascal, Libertino Faussone.