Se volete mandare a Pentagora una vostra opera inedita, dovreste mandarci 3 file. Uno per l’opera vera e propria, uno per le note biografiche dell’autore, uno per la sinossi (QUI c’è una pagina che spiega bene tutto quello che c’è da sapere per mandare un manoscritto).

Cos’è la sinossi?

Generalmente si intende per sinossi un riassunto di un testo.

Vale la pena qui e ora approfondire un poco la questione: la lingua italiana è specifica, opportuna e versatile. Possiede molte parole, la maggior parte quasi nuove o per niente affatto usate. Sarà dunque opportuno dopo aver soffiato via la polvere dalla scatola, cavarle da lì e inserirle in un discorso di senso compiuto, precisamente dove serve.

Prendiamola con calma: sinossi, da dove deriva? Dal greco synopsis che vuol dire ‘sguardo d’insieme’.

Sinottici sono detti i Vangeli, quando però siano presentati tutti e quattro assieme, di modo che a colpo d’occhio si possano confrontare. Sinottico è il quadro di controllo di una centrale, di un impianto, di un carcere, di una stazione ferroviaria. Consente a uno o pochi altri operatori specializzati di tenere sott’occhio tutto quello che a loro compete in quel momento.

Possiamo concludere che si tratti di uno strumento, un attrezzo, un utensile (complicato e organico finché si vuole, ma pur sempre un ‘oggetto’ fatto per compiere un lavoro).

Non ci sono fronzoli, decorazioni, trucchi. Non ci sono colori, suggestioni, emozioni da manifestare o da tenere nascoste.

Dunque non c’è bisogno di indorare, usare figure retoriche o sorprese inattese. La sinossi (per quel che ci compete) serve all’editore per comprendere ‘con un colpo d’occhio’ di che storia si tratta, se trova posto nei registri della casa editrice, se è una storia che sa di politica, di poliziesco, di romantico, di erotismo, e quindi decidere se approfondirne la lettura o scartarlo subito (perché fuori dai colori caratteristici di una casa editrice). Poi in seguito sarà necessario dare un’identità al libro, una collocazione, immaginando rapidamente a chi affidare la revisione, dove proporlo, come, con quali riferimenti, ecco che una buona sinossi renderà più facile la realizzazione del prodotto editoriale.

Si badi al sodo quando si scrive una sinossi. Occorre sforzarsi di rendere tutta una vicenda in poche parole, pochissime righe. Dati sintetici, giornalistici: quando, dove, chi, che cosa, perché. Anche meno.

Un colpo d’occhio si è detto, e quindi una pagina deve bastare. E se per caso siete quel tale che ha scritto ‘La recherche’ vi possiamo concedere due pagine. Non un rigo di più.