Non parliamo di Pentàgora. Sarebbe di cattivo gusto ricordare che nell’anno appena passato sono usciti sotto questo nome dei bellissimi libri. Ne dico solo uno, che è una vera chicca, per appassionati e non. ‘La Pomona italiana’ di Giorgio Gallesio.

Fatevi un regalo: compratela sul sito  sostenendo così l’impegno del vostro editore preferito. E’ uno di quei libri da lasciare in eredità, è un messaggio in bottiglia che Pentàgora raccoglie dal passato e spedisce nel futuro.

 

Per quanto riguarda i libri più venduti del 2021 a livello nazionale, bisogna registrare due autori dalla grande fortuna: Valerie Perrin e Stefania Auci. Entrambe sembrano destinate a una produzione dai numeri sorprendenti. Tali per cui non mette neppure conto parlarne, meno che mai del valore letterario. Piacciono. Tanto basta.

Altro fenomeno è Madlein Miller, studiosa della storia classica, ripesca le vicende d’amore e di morte tra Achille e Patroclo.

Poi c’è Carofiglio, con Penelope.

A colpo d’occhio c’è tanta Storia, ma proprio tanta. E poi ‘le storie’, quelle eterne, che incantavano già cinquemila anni fa i pastori o i pescatori, appena messo al sicuro il natante o il gregge, intorno al fuoco, nelle notti illuni.

A volte sento discorsi complicati sul ruolo del romanzo oggi. Ricordo vagamente quel che si diceva su tutta l’industria culturale negli anni Settanta, per cui ogni opera doveva dirimere, educare, formare alla responsabilità, alla rivoluzione, alla coscienza di classe, oppure addirittura alla consapevolezza e all’onore, o chessoio.

Produciamo libri (film, canzoni, poesie, quadri, fotografie, e cos’altro non saprei) perché ci piace condividere i guai passati (è un proverbio yiddish), tutto qua. E a volte ci troviamo a raccontare storie di altri che ci servono per non parlare di noi, noi stessi, noi autori. Poi perché siamo liberi di scrivere qualsiasi cosa: siamo demiurghi pazzi che uccidono e donano vita a cuor leggero.

L’elenco dei libri più venduti non ci parla della letteratura contemporanea di questo Paese. Ma dei suoi (pochi) lettori, sempre desiderosi di farsi affascinare da storie antiche come il mondo.

Davvero, come dice l’Ecclesiaste, non c’è niente di nuovo sotto il sole.