Quali pensieri e sensazioni accompagnano il rientro in Italia dopo un lockdown trascorso in sicurezza a Vienna? L’autrice di Pentàgora Sarah Waring e il giornalista Alessio Giussani esplorano questo tema delicato in un pezzo scritto a quattro mani. Ex colleghi di età, genere e nazionalità diversi, si sono trovati ad affrontare una situazione analoga. Anche se scritte separatamente, le loro impressioni e riflessioni sono tenute insieme da un filo comune che si dipana tra il familiare e l’inconsueto, alternando sentimentalismo e schiettezza.

A chi volesse saperne di più, consigliamo di leggere su Dialoghi Mediterranei il pezzo completo, di cui qui di seguito pubblichiamo un estratto:
“Sarebbe facile cedere alla sensazione che qui le ripercussioni del lockdown siano state minime. Quando le porte si sono rumorosamente chiuse, tutti coloro che vivevano in luoghi a bassa densità demografica e disponevano di uno spazio all’aperto erano avvantaggiati. Mentre il variegato contesto urbano accusava il colpo costringendo a esplorare nuove forme di interazione, nelle aree rurali i ritmi naturali hanno continuato con relativa normalità. Quelli con vite domestiche stabili si sono assestati su una continuità anche maggiore. Quella che è spesso vista come una vita meno sofisticata aveva invece già tutto l’essenziale. Produrre parte del proprio cibo è una fonte di ricchezza. E, salvo l’obbligo di indossare la mascherina nell’orto, il ciclo biologico della stagione è proseguito come prima.
Ma la vita rurale è anche precaria. Ben poche decisioni vengono prese a livello locale. La città detta norme e regole da lontano. Le infrastrutture pubbliche sono sotto crescente pressione. Le forze di mercato al servizio dei grandi numeri non trovano profitto nelle piccole comunità. E con l’intero paese che subisce il contraccolpo delle restrizioni, le risorse saranno ancora più scarse.
Un po’ ovunque, a mo’ di mantra, sento ripetere che le persone ‘hanno voglia di normalità’, di ‘tornare alla vita di prima’. Questi mesi, che hanno sconvolto l’ordinario in maniera tanto radicale da sembrare irreversibile, si sono trasformati in un trampolino di lancio per rituffarsi con ancora più voluttà nella vita di sempre. Ci eravamo ripromessi un cambio di paradigma, invece è in atto come un’ostentazione dell’ordinario, un oblio intenzionale e dunque osceno, pornografico, di quanto è stato. Normalità che si afferma attraverso l’occultamento certosino di tutto ciò che l’ha perturbata. Vita fenice, dissolvi e poi risorgi dalle tue stesse ceneri.
Alessio Giussani, nato in Italia, è un giornalista e freelancer formatosi tra Milano e Salonicco, in Grecia. Tra gennaio e giugno 2020 ha lavorato a Eurozine come assistente editoriale. Alcuni dei suoi articoli più recenti sono stati pubblicati da EurozineReset DOC e Contrasti.
Sarah Waring, nata in Inghilterra, è scrittrice e redattrice. Autrice di Agricoltura per senza terra (Pentàgora) e Stray Pieces: Between capture and escape (in fase di traduzione in Italiano, Traverzbooks), cura articoli per Eurozine e gestisce la pubblicazione della zine traverzine. Alcuni dei suoi lavori recenti di ‘creative non-fiction’ sono stati pubblicati da Broad StreetDelo (il principale quotidiano sloveno) e Materialverlag, di Amburgo.
foto di Alessio Giussani