La vita di Giulia è opaca perché questa donna, provata e ferita, non permette alla luce di filtrare nel suo quotidiano. Quand’anche le sembri di cogliere un illusorio riverbero di felicità, che sa di consolazione, di scusante, di possibilità, Giulia arriva negare la luce e a corazzarsi con tutta la propria diffidenza, o addirittura si compiace nel vedere l’ombra toccare le vite degli altri. La ricerca di un conforto nel dolore, il persistente senso di inadeguatezza e l’incapacità di allontanare chi la fa soffrire la portano a vivere in una sorta di autoinganno, fatto di guizzi di coraggio e di fallimenti insormontabili.
Tra le parole a maggior frequenza nel romanzo emergono prepotentemente Antonio e casa, due elementi ai quali la fragile protagonista si aggrappa invano alla ricerca di un riferimento e di una sicurezza domestica. Anima tormentata che si esaurisce giorno per giorno, Giulia non è infatti capace di scegliere tra le persone che le tendono la mano e le presenze ingombranti, anaffettive e distruttive per la sua vita.

Da leggere perché… è giusto che ciascuna trovi la propria luce e riesca a brillare.

Pamela Morellini

 

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