L’editoria è in difficoltà. Per cento ragioni, di queste una è la mancanza di materie prime : carta e toner. La carta da mesi è oggetto di incetta (per un mese di carta non se ne trovava più) e di progressivi rincari. Il libro che lo scorso anno all’editore costava 1,80 €, ora costa quasi 3,00 € : 1,20 di differenza, pari al 10% del prezzo di copertina di molti libri pentagora, pari al 75% del guadagno dell’editore, quando va bene.
Pochi gli scenari:
1. i libri dovranno costare di più, oppure
2. si smetterà di fare libri.
La carta – questo pare certo – sarà più costosa e meno disponibile : pertanto sarà importante e responsabile impiegarla con rispetto, con parsimonia, usarla per i libri necessari, quanto meno importanti, per quelli che è bene che resistano nel tempo.
Penso che a chi si proporrà a Pentàgora chiederò : “Considera il suo libro necessario? Perché pensa che dovrebbe essere pubblicato su carta?”
Penso che dovremo (tutti!) diventare più selettivi e pubblicare su carta le opere di chi davvero ha qualcosa da raccontare oltre la voglia di raccontare qualcosa.