Sembra non finire mai questo maggese, livido di terra che si rimesta per mettere poi a dimora.
In altro tempo aviluppato di strade, autostrade e zeppe come formicai avremmo già seminato, raccolto e velocemente e ancora.
Oggi ci accorgiamo della terra, ci sentiamo terra e nessun seme adesso ci sembra essere all’altezza o non riusciamo a crederci.
Non sappiamo farlo.
Non sappiamo più credere ai miracoli.
Per fortuna c’è il vento.
E nel grigio scuro e moka dei solchi a zig zag, come onde di corrente di mare aperto, un po’ di verde s’ intravvede che marzo vale la pena sempre e ci racconta la vita.