Qualche tempo fa fa lo smartphone mi ha lasciato.
Così ho pensato come voltare la ferale notizia a mio favore per fare un salto di qualità, osare l’inosabile, agire l’inaudito, e mi sono buttato: ho comprato l’ULTIMO MODELLO (visto che le finanze me lo permettono, mi sono detto: ora o mai più!). Eccolo in foto: 19,90. E’ veramente l’ultimo: nulla sul mercato di più umile, meno costoso e meno prestante: fa il telefono, scatta foto (scarse, buone solo da promemoria), ha la torcia e l’orologio: direi, basta così.
Vantaggi? Immensi, e mi spiego.
Considerato che nulla è più prezioso della salute e del tempo (che non si compra, non si ricicla ecc.), ho valutato che ogni giorno dedicavo dalle 2 alle 3 ore a taccignare lo schermo per messaggetti, massaggini, whatsapp, facebook, faccine, google, email, rainews, poca ansa, tanta ansia e qualcos’altro che, in una dinamica ormai compulsiva, mi portava a guardare lo smart ogni 2-3 minuti. Senza contare che in treno non facevo altro e, aggiungerei sottovoce, un po’ anche in macchina e attraversando la strada (benché sulle strisce). Tanto, tanto tempo in più e salute meno a rischio.

Dunque

  • non scrivetemi su whatsapp (non ce l’ho più)
  • per comunicazioni urgenti (ma quante sono quelle veramente urgenti?): telefonatemi
  • per comunicazioni non urgenti: angelini.ge(lumaca)gmail.com – assicuro che se non ogni giorno, almeno ogni due; e se non ogni due, almeno ogni tre, la posta la guardo.
  • per catene di sant’antonio, spiritosaggini, appelli, campagne, filmati infantili, annunci dell’apocalisse prossima ventura, raccolte firme, auguri collettivi (quelli inviati in modalità “circolare”): astenetevi! (mettereste a rischio un’amicizia).