Commento a La Raccontadina di Francesca Pachetti
a cura di Helena Molinari

Un vino da meditazione direbbe di questo libro blu di Francesca Pacchetti chi di vini si intende e pratica.Un mazzo di parole tra i più belli da me mai letti.
A me piace pensarlo come ad uno sciroppo di rosa; che dentro c’è il medesimo racconto di buonsenso delle stagioni perché esse solamente danno un senso alla vita.Ci sono la semina, la potatura, la fioritura e il raccolto.Ci sono cielo (e Dio, agli uomini piacendo) e la pazienza che ci insegna sempre anche quando prevarrebbe l’impazienza.La differenza sta nell’atteggiamento.Il più delle volte lo sciroppo di rosa diluito a gradimento in acqua fredda di fonte o di frigorifero  lo si beve per combattere la canicola e da assettati lo si beve fluido e veloce e non lo si sorseggia come si fa con il vino.Tuttavia, quel profumo di rosa ovunque, resta, profetico come tutto ciò che resta anche nell’apparente mortifero gennaio che toglie eppure riforma.Tutto ciò che resta germina.La sfida sta nell’essere gentile e nel saper attendere.La sfida sta nel rammendo degli inverni “che si sta dentro” e nel mulinello delle estati “che si sta fuori”.La sfida sta nell’essere fisiologici e non biologici ovvero affidati e grati senza condizioni altrui che non siano quelle che la terra parla.Perché la terra parla.
Grazie all’autrice per tutto e ciascuna cosa scritta e non scritta.Grazie per l’esempio.La spiga è bella a prescindere dal grano.La madre che affida il proprio figlio al solco sperando la pioggia in tempo di siccità come fa per i suoi semi lo è ancora di più.

Helena Molinari è l’autrice di Emma