Mai giudicare un libro dalla copertina, si dice. Eppure è impossibile trascurare l’impressione destata dall’aspetto esteriore di qualsiasi oggetto, molto semplicemente perché non abbiamo altri dati a disposizione.

Certo, il nome dell’autore aiuta. Sicuramente il titolo può suggerire il contenuto. E poi conosciamo editrici di cui ci possiamo fidare a occhi chiusi. Infine l’immagine, certo, sia disegno, sia fotografia, possono convincerci, solleticarci, destare in noi una vicinanza di visioni, emozioni, aspettative che ti potrebbero condurre all’acquisto o alla richiesta di prestito. O magari al furto.

(A proposito: avete mai rubato un libro?)

Non sapevamo quanto fosse difficile scegliere un’immagine fino a quando non ci è toccato doverlo fare. Occorre non essere troppo didascalici o banali. Se il titolo fosse, ad esempio: “Volare”, farei a meno di mettere delle foto di uccelli. Se il libro in questione fosse umoristico si potrebbe pensare a un bimbo che gioca a fare il pilota, con gli occhialoni e il caschetto di pelle.  Se il titolo fosse: “L’omicidio del professor C.”, e fosse un giallo, eviterei immagini di attempati signori con cappello e valigetta. Magari metterei un uomo elegante, di spalle, su una panchina in un parco.

Solo per far degli esempi.

A questo punto bisogna trovare l’immagine che fa il caso nostro. E non è facile. Si potrà dire: il web è pieno di immagini. Vero, però attenzione: spesso sono troppo piccole, mal definite. Altrove sono grandi abbastanza, ma non sono  disponibili sul mercato. Chi le ha fatte è disposto a concederle solo dietro compenso e riferimento pubblico all’autore. Pubblicare la foto senza l’autorizzazione porta a questioni giuridiche poco piacevoli. E questo è valido anche per l’uso sul web ad esempio in un blog, come questo. E dunque fare sempre molta attenzione nell’uso delle immagini altrui.

Se la persona ritratta nell’immagine è rintracciabile, allora è meglio avere un’autorizzazione anche dal soggetto. Se si tratta di minori, meglio desistere.

La copertina è la faccia con cui ci si presenta al pubblico. Così come ci si rade (per gli uomini) o ci si riordina il viso prima di uscire di casa e andare incontro al mondo, altrettanto un prodotto commerciale (sia pure artigianale come il libri Pentagora) ha bisogno di avere un’immagine gradevole, che suggerisca senza svelare il tipo di arricchimento che ne avrà il lettore, il mondo in cui l’autore lo porterà. Anche se dovesse rubare il libro…