Di Gianni Priano

Dico la mia ma fateci poco caso. Un po’ sì: ma poco.
Dopo essere stati uniti per qualche giorno nell’ Assoluta convinzione della cattiveria del nemico vinto (scrivo nemico e non avversario perchè di un nemico e non di un avversario si è trattato) inglese (che Iddio lo stramaledica!) il popolo italiano (italianiiiiiiiiii!) si è riscoperto, in un baleno, dialettico e guelfoghibellinesco.

Insomma: NoVax contro SiVax e SiVax contro NoVax. Arrivederci perfida Albione arrogante e maldestra. Ora il popolo italiano (aridaje) ha di meglio a cui pensare. Anxi: di cui parlare pensando il meno possibile.

E così eccoli lì, meravigliosamente fratricidi, i miei paesani. Certi delle loro certezze di qua, sicuri delle loro sicurezze di là.

Obbligare al vaccino. Come al casco in moto, a non passare con il semaforo rosso, a non interrompere volontariamente la gravidanza al settimo mese.

Gli obblighi, le leggi. Ma se vado in moto un minuto per un km devo avere per forza il casco come quello che va in moto una giornata per 2000 km? Sì. Lex dura sed lex.
E se attraverso con il rosso a Trinità, che sono le ore 13 del 24 luglio e non c’ è nessuno, proprio nessuno, forse degli.ologrammi, forse delle visioni montaliane, delle angosce pavesiane, dei correlativi.oggettivi eliotiani? Eh, bisogna sperare che il vigile- apparso per caso o per destino come uno spiritello che ad un tratto si incarna (si instoffa) nella divisa- si giri dall’ altra parte. Faccia finta di niente. Finga il niente.

Il collegio, l’ assemblea condominiale rumoreggia: insomma vacuo e vanesio Priano, perdiballe narcisista e narcissico: QUALE SAREBBE LA SOLUZIONE?

La soluzione annienta i grani di sale nell’ acqua. Non si vede più il sale ma l’ acqua, adesso, è salata.
Ciò che è stato sciolto ora è assoluto. Senza più ostacoli, senza tesi e antitesi. È bello e terribile l’ Assoluto. E, forse, porta leggermente sfiga.

Ma insomma, e allora? Non ti schieri? Figuriamoci! Certo che mi schiero. Statevi boni compatrioti anglofobi, misogalli, anchetunrutofigliomio, litaliaèsolounespressionegeografica, duceduceducelucelucevincerevinceremo, ilduceappesoilduceappeso, evvivaevviva abbassoabbasso. Statevi buoni, naviganti e santi e tengo famiglia.
Mi schiero.

Mi schiero con un banale, fondamentale principio. Con un principio liberale. Il.principio liberale per antonomasia: la mia libertà finisce quando comincia la mia. E viceversa.

A fare in brodo gli assoluti messianici. Con l’ uomo che è uomo solo se sciolto nella comunità che si è liberata dal lavoro alienante, dallo sfruttamento.
A fare in brodo l’ idea che l’ uomo sia uomo solo se parte integrante di uno Stato.
E, mi spiace, ma a fare in brodo l’ idea (” se potessi mangiare un’ idea”) per cui “libertà è partecipazione”. Io sono libero anche sopra un albero, in uno spazio libero, nel volo di un moscone.
A fare in brodo (a fare in culo) voi e le vostre riunioni, i vostri concili, i vostri congressi, i vostri sabati fascisti in salsa verde, bianca, rossa. Ma, alla fine, sempre nera.
Vi piacciono le riunioni perchè non avete un cazzo da fare. Anzi: da non fare. Non sapete stare da soli. Vi piglia la malinconia e, allora: riunione.
Ma andate per cicche.

A bomba (“con quanto amore mi dedico al tritolo”).
Se chi non si vaccina non nuoce a chi è vaccinato può non vaccinarsi. Se nuoce pochissimo anche. Non ti vaccini e ci attacchi l’ influenzina con la febbrina e 37 e 6 che passa in una settimana? Ok. Tolleriamo. Perchè siamo tolleranti. Sopportanti in nome della tua libertà che, in questo caso, è proprio la libertà.

Non vaccinandoti puoi farci male? Due settimane a letto? La vita in pericolo e la morte nel casco? Domattina vaccino. Obbligatorio. Non si va ai cento all’ ora nei centri abitati (metafore automobilistiche un po’ di merda, pardòn).

Ecco la soluzione. La soluzione è l’ imperfezione liberale.
Io, che sono er mejo e vacuo e vanesio e narcisista e narcissico, sono socialista in economia e liberale in merito ai diritti e alle libertà.

Ma.
Ma.
Non sono nato.ieri.

Infatti: la medicina non è una scienza esatta. Facciano la doccia alle fregole gli scientisti positivisti. La medicina è una scienza statistica.
Quando la applichi procede per errori e correzioni. Come la democrazia.
Un altro mondo è in un altro mondo. Qui c’ è questo mondo. Meravigliosamente imperfetto, bello e dannato, spaventoso, obliquo, storto. Bisognerebbe stare qui guardando là. Tendendo a là. Stando qua.
Perchè le idee non si mangiano, non si sniffano. Si annusano, invece. Con l’ idea è consigliato il petting rosa.

Per cui: anche il mio principio fa acqua. Non nel suo essere principio ma nel suo essere utile. Come faccio a regolarmi e a desiderare che tutti noi si sia regolati se non so quasi nulla del vaccino che è in via di sperimentazione?

Qualuque cosa si faccia si sbaglia. Solo si può provare a sbagliare un po’ meno.

Gianni Priano