di Felice

Ero in un frutteto invaso da ginestre, rovi ed altre infestanti
a causa dell’abbandono di anni e anni abbondanti.
Lavoravo di lena, anzi proprio di brutto
per ridare luce e speranza alle piante da frutto.
Tra un colpo e l’altro la mente viaggiava in un mondo di sogno
dove solidarietà ed amore sconfiggevano ogni bisogno.
Mi chiedevo se qualche proprietario di case o terreni abbandonati
invece di lasciarli in disuso, li avrebbe dati in uso o volentieri donati.
Per molti giovani amanti della terra, ma carenti di grana
questo potrebbe essere un vero toccasana.
Me li vedo già contenti ed appagati, industriosi come formiche
curare la terra con rispetto e amore, rendendosi le piante amiche.
Sento i loro canti innalzarsi, vedo i loro visi sudati
mentre raccolgono le messi, stanchi ma grati.
Ma poi mi son detto che questo era un sogno veramente folle e sballato
e che difficilmente si sarebbe realizzato.
Eppure seminare sogni non era del tutto sprecato e fasullo
ed anche se per qualcuno sarò certamente suonato e un po’ grullo
voglio provarci lo stesso, ugualmente
anche se poi nessuno risponde e non se ne fa niente.
Perchè sarebbe proprio un bellissimo e strabiliante evento 
se qualcuno donasse anche solo un capanno o un piccolo appezzamento.

Tratto da Filosofia terra terra, autopubblica nel 2019.
Felice è autore di Non ho tempo per la fretta (Pentàgora 2017)
Condiviso da Bianca Bonavita.