Distanze contingentate, che pochi sono gli spazi e quasi esclusivamente all’aperto ad accogliere i nostri libri e quasi per nulla al chiuso.
Niente dediche e quel firma copie sterile che sa tanto di autografo e chi sei tu per autografarti e neppure lo vorresti.
Niente occhi negli occhi; che basterebbero a sorridersi ammiccando l’intesa tra la mia “Emma” e il mondo fuori.
Il mondo fuori però c’è ed è palpitante, curioso e affamato. Ora lo so.
Il metro da sarta non basta al gioco delle distanze e neppure quello dei geometri che fanno rilievi sugli asfalti delle nostre provinciali sanno essere sufficienti a rassicurare i corpi.
Per le nostre anime invece non sono serviti pesi né misure ed io e Alessandro Marenco ci siamo proprio divertiti sul web a raccontarci a voi anche se “distanti” sentendovi; che è un modo diverso di esserci e un’opportunità per chi altrimenti non sarebbe riuscito a raggiungerci.
Seguiteci perché presto ci si affaccerà ancora.
Le distanze possono essere “vicinanze” e mai dobbiamo dimenticarlo nel calore che riponiamo in ogni singola parola, pronunciata o scritta, quando ci cerchiamo tutti e ciascuno un po’ smarriti eppure presenti.
D’altronde la radio e i libri in questo sono da secoli maestri e possono aiutarci.
Ci sarà tempo per abbracciarci, ma ogni minuto per esserci.
La presentazione online del libro di Helena Molinari è sulla pagina facebook di Pentagora.