Recensione di Zena Roncada a Emma, di Helena Molinari
dal blog ColfavoredelleNebbie


Ho letto un libro che mi ha colpito e ne è uscita questa nota, piccola. Il libro è molto di più.

“ Verso l’interno va il misterioso sentiero”, diceva Novalis.
Emma, il romanzo di Helena Molinari percorre con coraggio e delicatezza questa direzione: nella cornice di Assisi e dei suoi luoghi francescani, la protagonista torna nel convento che anni prima l’ha ospitata: torna per rileggere la sua vita, per ritrovarsi e ritrovare, docile ai ricordi e agli stimoli di vecchie, care amicizie e di nuovi incontri.
Il suo è un tragitto dalla “non pace” alla ricerca di una serenità che coincida con la propria verità interiore, con l’onestà del guardarsi dentro.
L’autrice rovescia, dunque, il guanto di una crisi, per trasformarlo in una fase costruttiva: “la non pace è un momento da vivere fino in cima per comprendere cosa davvero si vuole”, fa scrivere alla protagonista. 
Affiora, così, il “guazzabuglio del cuore”, unico e labirintico: l’amore per i figli, l’amore coniugale che forse ha perso le parole per dirsi, l’amore che guarda all’alto e lo vuol vivere nel quotidiano, i turbamenti di “incontri di pelle”, di una passione capace di far trasalire e di sconvolgere gli equilibri, l’angoscia di dover scegliere, l’inquietudine dell’insoddisfazione.
Helena Molinari restituisce questa ricognizione con parole che arrivano in verità, capaci di dar forma ad una filigrana di sentimenti apparentemente inestricabili, e lo fa sullo sfondo della letizia francescana, che proprio nella semplicità trova la sua forza disarmante e disarmata: un contrasto che regala un valore aggiunto di profondità e chiaroscuro.

Leggere questo libro mi ha fatto ripensare alla pace respirata alle Carceri di Francesco, a quella pace che non è la quiete delle risoluzioni, ma è movimento dei pensieri e dei sentimenti nel porto di un contenitore morbido, capace di abbracciarli senza comprimerli.