Temo  la vita quando non si annuncia, non si spiega e vive e ti vive fino al collo, nel bene e nel male.
La temo, per più di un valido motivo, ma so che è così che deve essere.
È così che ci si riscopre ad accorgersi delle piccole nostre cose, di quelle immanenti e di quelle permanenti. Della lucciola che si è persa e entra in stanza la notte a spegnersi sul mio cuscino, del fiore d’ ortensia, sempre quella, che ci vuole più di un attimo per immaginarne il miracolo e che ricorda la carta crespa dei lavoretti da bambina.
Che sia!