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Riflessioni

Distanze

Distanze contingentate, che pochi sono gli spazi e quasi esclusivamente all’aperto ad accogliere i nostri libri e quasi per nulla al chiuso. Niente dediche e quel firma copie sterile che sa tanto di autografo e chi sei tu per autografarti… Continua a leggere →

Si può non leggere

Chiariamo una cosa: leggere non è indispensabile. Siamo (quasi) tutti d’accordo. Quel che è sempre stato indispensabile all’uomo da quando è tale è la narrazione, il racconto, l’epica, la letteratura. Chiamiamola come vogliamo (consentitemi un po’ di approssimazione), all’inizio era… Continua a leggere →

Buonsenso

Che ne è stato del buonsenso? Una parola semplice, pulita, che semplificherebbe di molto tanto della vita. L’unione di due termini di fatto: l’aggettivo “buono” e il sostantivo “senso”. “Buono” è una scelta, una possibilità. Il “senso” è articolato, è… Continua a leggere →

Alfio e i libri

Alfio è un amico un po’ vanesio, di quelli che ama mettersi in mostra. Tutto quel che fa è speciale, unico, raro. Però è anche una persona simpatica, amabile e questo suo egocentrismo non equivale ad un egoismo ingombrante. Alfio… Continua a leggere →

Cimitero di Santa Maria Maggiore

Di Fulvio Belmonte Fermo davanti al supermercato aspetto – pare un secolo, ma sono pochi minuti – che mia moglie torni con la spesa. Osservo chi entra ed esce con carrelli o borse pieni di roba, il viavai di auto… Continua a leggere →

I luoghi della scrittura

Succede ogni volta. Eppure ogni volta è vertigine e stupore. Dal luogo fisico in cui ci si sorprende a scrivere… i più disparati, fermi o in movimento ai luoghi in cui la scrittura conduce. Ogni scrittore è a sé, ogni… Continua a leggere →

Casa con giardino

  Il quadro della mia infanzia è una casa con il giardino. È da sempre appeso al muro e se soffio – piano – i segni del tempo scivolano via. Non era grande il giardino intorno alla casa, ma la… Continua a leggere →

Come sa essere

Per dire come sa essere la campagna, qui da noi, occorrerebbero metri di filo steso, balle di stoffa spiegata e stirata con le mani, senza l’aria a fare gioco. Bisognerebbe pensare in orizzontale, fermarsi allo strato più basso e scrivere… Continua a leggere →

Punti di vista

Punti di vista; perché se lo spazio verde di un prato o quello di cime al pascolo, di nevi sconfinate, che basta un mandillo bianco a farti dimenticare contorni e colori è uno spazio che trasogna e attutisce, sia che… Continua a leggere →

Restare uomini, nonostante

Il 16 giugno 1944 le fabbriche del ponente genovese furono circondate da soldati tedeschi e dagli uomini in divisa della autoproclamata Repubblica Sociale. Vennero reclutati a forza quasi 1500 persone, all’improvviso, senza dar loro il tempo di prepararsi un bagaglio,… Continua a leggere →

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