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RACCONTI

Il lenzuolo

di Zena Roncada Il mondo ri-scritto diventa specchio o spartito in cui cercarsi, qualche volta trovarsi o riconoscersi (per intero, per unità discrete, a scaglie o a fi-lamenti). Forse in questo la scrittura trova la sua necessità.Ciò che passa per la… Continua a leggere →

Il mio Suq

di Mara Sordini Arrivo al Porto Antico, un bel sole pieno allaga piazza Delle Feste. Prima che i miei sensi siano catturati dal gomitolo di profumi, suoni e colori, mi chiama l’ombra accogliente della tenda marocchina che come uno scrigno… Continua a leggere →

I contadini non esistono più

Testo di Francesca Pachetti, con inserti di Massimo Angelini Anna e Giuseppe quest’anno non hanno lavorato la loro terra.Non hanno messo le patate e neanche cipolle e fagioli.Non hanno piantato almeno mille canne, non hanno seminato contro luna, contro vento,… Continua a leggere →

Fatelo voi il prezzo

di Francesca Pachetti Le patate novelle sono pronte, ma io no.Io non sono pronta a dargli un prezzo, quest anno come tutti quelli precedenti.Sarà che mi hanno salvato la fame infinite volte, sarà per la mia difficoltà con i numeri,… Continua a leggere →

Io non lo so mai cosa scrivere

di Francesca Pachetti Io non lo so mai cosa scrivere… cosa scrivere e cosa scriverò. Di parole, Io, sono spoglia.Non so di preciso dove e quando sono cadute, volate vie.Foglie.Passo i miei giorni a fare il mio lavoro: semino, trapianto, raccolgo,… Continua a leggere →

Francesca, la Raccontadina, si racconta

In un’intervista, pubblicata su L’italia che cambia e curata da Elisabetta Elia, l’autrice de La raccontadina si racconta. Leggi qui.

LA RACCONTADINA, di Francesca Pachetti

I numeri non li capisco e neanche le misure. So che in una cassetta alta di legno ci stanno dodici chili di patate, in una bassa otto. Se il secchio rosso lo faccio pieno, di pomodori ce ne stanno sette… Continua a leggere →

La raccontadina (-1 giorno)

Non sono alternativa, sono nata contadina.Dicono sotto il segno del Toro.Li correggo, nel segno della Terra.Tu li chiami piedi, io vedo solo radici.Per restare, continuare a seminare, tramare, ché fra “tra” e “mare” c’è di mezzo un fatto: l’amare. E allora… Continua a leggere →

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