Il quadro della mia infanzia è una casa con il giardino. È da sempre appeso al muro e se soffio – piano – i segni del tempo scivolano via.

Non era grande il giardino intorno alla casa, ma la circondava per intero, isolandola dalla città.
Mio padre gli dedicava molto tempo e crescendo quel giardino l’ho visto cambiare più volte. Le prime immagini risalgono ancora all’impronta che gli aveva dato il nonno. C’era un vialetto con la ghiaia, un pezzo di orto e vicino un capanno per gli attrezzi. Il vialetto con la ghiaia fu coperto con il prato e il capanno abbattuto per lasciare spazio alla ‘casetta’. Il papà la costruì insieme con lo zio Francesco; li ricordo mentre ci lavoravano e io li stavo a osservare. Tutta in legno, con due finestre e il tetto con le tegole. Mi sembrava incredibile che il mio papà avesse costruito una casa!
Ora che è in pensione continua a lavorarci, a modificarla, ad abbellire l’interno con oggetti e attrezzi del passato.
Le immagini della mia infanzia sono le immagini del giardino. Appena il tempo lo consentiva, con mio fratello giocavo fuori, sul prato, tra le piante, e ne imparavo i nomi. C’era l’albicocco, su cui mi arrampicavo, il pino – un abete – che a dicembre si trasformava nell’albero di Natale, e le betulle: bianche, dalla corteccia friabile, che si scioglieva sotto le dita come quel nome dolce. Poi il pesco, le rose tutte in fila lungo il muro, la magnolia e i fiori, che con la bella stagione il papà piantava con ordine: primule, viole, crochi…
Col tempo tutte le piante sono state sostituite; eppure il giardino non sembra mutato.

Il quadro della mia estate è una casa con giardino. Nessuno qui ha il pollice verde di mio padre, ma senza troppe pretese e qualche incursione del giardiniere riusciamo a mantenerlo vivo.
Da giugno a settembre ho le finestre sempre aperte. Vedo l’alloro, i sempreverdi, la palma e – ultimo arrivato – un piccolo ulivo. Leggo e scrivo dal terrazzo, sento il canto degli uccelli e il riso delle gazze. Scopro divertita dove si sono nascosti i gatti. Tutto intorno altri giardini. Così, a pochi passi da Malpensa, vivo in mezzo alla natura…

 

Di Alessandra Scurati, sta per uscire con Pentàgora il romanzo La porta accanto, ambientato nella Milano di Alda Merini e intorno alla sua poetica.