Scrivere come leggere è un po’ come viaggiare.
È vivere restando dove si vive, da molto prima di questo tempo pandemico e recluso.
A volte ci si ritrova là dove non si è mai stati; perché ci sono luoghi perfetti per la tua storia altrove.
Posti dove nevica un po’ di più, dove il silenzio primeggia e il fiore è raro.
Posti dove la lingua madre ha persino la sua scuola e la valle ne va orgogliosa e la lingua di tutti può servire per accoglierti, ma insufficiente per conoscersi.
Allora accade che scrivere una storia travalichi la storia stessa e il suo ego, analogamente a quello di chi gelosamente le dà voce e inchiostro.
Accade che serva di più, che servano tutti i sensi, perlomeno gli occhi, ancora meglio  se affiancati dalle voci del posto, con gli accenti  e il vocabolario di quei posti.
Accade che si cerchino immagini, informazioni, e che per scrivere non basti chi scrive.
Accade poi che la rete sia fonte preziosa e vi si attinga a piene mani, prudenti sempre della verità, perché ogni storia merita rispetto e nella rete tutti i pesci sembrerebbero uguali ma così non è.
Non in tutte le malghe si fa formaggio e a Milano la luce di maggio è  quella di marzo da un’altra parte, e tanti tantissimi altri piccoli magnifici dettagli, che ci vuole tempo, ma ne vale la pena.
Accade però che in tutta questa laboriosa archivistica manchino le persone e il loro oggi e il loro ieri, la prospettiva reale insomma; perché sai che solo loro ti possono raccontare le sfumature, la loro indispensabile e quotidiana normalità.
Accade che tu sia troppo onesta per inventarti cose.
Accade che, se anche a questo giro, sai già quale sarà il titolo del tuo prossimo romanzo prima ancora di scriverlo, che se sai cosa vorresti trasmettesse a chi lo leggerà semmai sarà, sai anche che questa volta dovrai aggiungervi dei ringraziamenti.
Accade che Christine amorevolmente cerchi risposte alle tue domande e sempre amorevolmente ti indirizzi a Gabriella, che, ‘sai è di quelle zone e più di me potrà aiutarti’ e così sarà ed ancora…
Accade che quest’ultima ti indicherà un luogo esatto e un nome che proprio potrà essere perfetto per te,  ‘perché chi meglio di loro…’
Accade che alla mia mail a quel punto risponderà Werner.
Werner risponde sempre, da settimane, e non mi conosce, eppure si fida, perché quando si ama la propria terra e la si vuole raccontare per ciò che è e dall’altra parte la si vorrebbe cogliere per ciò che è, ecco che,
accade sì, di scrivere viaggiando, e nel viaggio di incontrare e nell’incontro di voler scrivere ancora e meglio, di fino, con infinita gratitudine.