Lunedì 8 agosto 2022.

 

Non è che sia facile. Intendo dire: non è facile parlare di questo giro. Noi, che per mestiere e compulsione e benedizione e vizio e maledizione e questo caxxo che ti anneghi scriviamo, a volte capiamo che sarebbe più facile non scrivere e

forse, perfino, che forse non bisognerebbe scrivere.

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Almeno su certe cose, di certe cose viene il sospetto che bisognerebbe tacere. Ma lo scrittore o scrive di quello di cui non si deve scrivere (parla di quello di cui non si deve parlare) o si destina a essere uno scrittore di consumo. Di consolazione. Un lacchè dell’ esistente. Che non tira un pugno in faccia al tempo, che non prende legnate dal tempo, che non offende il tempo e- chi se ne frega del tempo- non offende niente e nessuno, a partire da sè stesso. Non tocca. Passa accanto.

 

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La scrittura come conoscere e il conoscere come amare non ha le cosce serrate, la gonna sotto il ginocchio, la collana di perle vecchiagenova. E neppure i brillantini, s’ intende. Neppure fa la lampada  e va con chi paga di più. E dice quello che chi paga di più vuole che dica.

La scrittura parla spesso del dolore non certo perchè ne abbia il culto. Ma perchè è davanti al dolore e rinuncia al pudore di tacere. Idem per e con la morte. Per e con la noia. Per e con l’ amore. Per e con il corpo e i corpi. Le ossa e la carne. La polpa delle viscere. Il procedere di un cancro.

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La scrittura e la lettura sono per pochi. Molte cose a pochi. Poche cose a molti.

Pochi (sovente i non pedanti, i poveri di furbizie filologiche, i semplici) possono accedere al molto della scrittura presentata a tutti, vietata a nessuno.

Molti possono godere di un libro sotto gli ombrelloni della vita. Di un libro che non dice niente. Che seduce di una seduzione che non ti porta a perdere.

Anche il libro di dottrina è un libro per molti. Che sia dottrina ecologista, dottrina stampata- udite udite- su carta riciclata. Che sia dottrina economicista, confindustriale, progressista, rivoluzionaria, fascista, antifascista. Nobilmente o ignobilmente conservatrice. Vandeana. Atlantista. Anti- atlantista. Cattosocialista. Cattoliberale. Liberalsocialista. Scientista. Antiscentista. Vaccinale. Antivaccinale. La dottrina, la catechesi trasformano ogni domanda in merda. Nella merda della risposta più o meno di moda o contromoda. Più o meno stagionata.

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Gianni Priano ha scritto per Pentagora

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