Sabato 4 dicembre Pierre Rabhi ha fatto il passaggio oltre questa vita. Pentagora ha l’onore di averlo tra i suoi autori per il libro ‘Parole di  terra’  (proprio lo stesso nome del nostro premio letterario). Con Mariapia Corpaci abbiamo avuto il privilegio di tradurre una di quelle gocce che il colibrì della storia, spesso, portava nel suo becco per spegnere l’incendio della foresta.
Questo colibrì contadino, filosofo, scrittore, agroecologista e penso che si possa dire anche poeta e mistico, ha affrontato il disastro in corso con le sue forze e apparentemente senza la paura dell’inutilità di quelle gocce. Il suo carisma è riuscito a coinvolgere tanti altri personaggi di quella storia nel tentativo di spegnere l’incendio. Sono numerose le organizzazioni che in vari modi  ha contribuito a fondare, tra i tanti: il Movimento Colibrì, il movimento Oasis in ogni luogo, Terre et Humanisme, era vice presidente dell’associazione Kokopelli.
Era nato nel 1936 nel sud dell’Algeria. Ha perso presto la madre ed è stato affidato ad una coppia francese che lo ha fatto crescere a Parigi. Ha conosciuto la vita da fabbrica. Con la moglie nel 1963 avvia un azienda agricola che ha portato avanti sino ad oggi. È diventato progressivamente un protagonista del movimento politico e scientifico dell’ agroecologia in Francia e in Africa. Ha scritto oltre 20 libri e promosso e o partecipato a innumerevoli appelli, manifesti, conferenze. Moltissimo materiale è disponibile su internet per chi ha voglia di conoscerlo di più.
È stato contestato per la sua adesione all’agricoltura biodinamica, come avviene adesso in Italia da quelli che in nome della scienza vedono solo il dito di quelli che mostrano la luna.
Pierre Rabhi ti ringrazio perché sei stato quello che mi ha fatto scoprire che umus, umanità, umiltà hanno la stessa radice. La radice che hai condiviso e che, con felice sobrietà, ha nutrito la tua vita.
Philippe Lemoussu