Di Maena Delrio

Non è qualcosa che puoi comandare, come faresti con un cane ubbidiente:- Ehy, ispirazione, vieni qui, seduta, da brava, scodinzola, riporta il bastone!

Eh, no, caro lettore: è un bisogno che arriva quando meno te lo aspetti, come la voglia di dolce anche se sei talmente sazio che potresti scoppiare. Cedi al richiamo perché la tentazione ti rende irrequieto, ti agita dentro. Il corpo comunica la mancanza, il vuoto incomprensibile, che puoi colmare solo attraverso le parole. E che ritrovi nell’appagamento, in una dimensione diversa. Infatti, se dapprima l’assenza è insopportabile, alla fine è liberatoria. Nutrirsi d’ispirazione è un processo complicato, è interiorizzare fino a saturarsi, arrivare al punto di esplodere, per poi esternare fino a spogliarsi completamente, divenire essenza, leggerezza.

C’è chi ha bisogno di silenzio assoluto per scrivere. Chi trova il bandolo dei propri pensieri solo se rimane perfettamente immobile per un tempo indefinito. Io invece trovo l’habitat perfetto nel caos, nel movimento. Scrivo mentre corro. Nella mia testa, a ogni passo, un foglio bianco si macchia d’immagini che metterò in ordine quando tornerò a casa. Deve essere una predisposizione genetica, suppongo. Mio figlio, il più piccolo, quando ripete una lezione che ha appena studiato, ha sempre un pallone tra i piedi: dice che il movimento ritmico del palleggio lo aiuta a concentrarsi.

E quando l’ispirazione non arriva? Credo che ogni scrittore abbia affinato un metodo personale che ha su di lui l’effetto dell’acqua per una rosa di Gerico.

Io un piccolo espediente l’ho. Scavo una buca. Non profondissima ma neppure troppo superficiale. La preparo in riva al mare, sulla sabbia, al tramonto. O sulla cima di una montagna, è uguale. Non realmente, eh, mi basta immaginarla. Mi ci rannicchio dentro. Arriva un’onda, poi un’altra. O una folata di vento. Mi ricopre e mi lava. Purifica. Mi porta via granello dopo granello, e rimane solo ciò che pesa, ciò che è necessario. Ritrovo me stessa là dentro, e dentro me stessa ritrovo storie.

Maena del Rio ha pubblicato: “Oltre il confine” per Pentagora, con Mara Sordini.