Mi hanno invitato a presentare Ecologia della Parola in una libreria toscana.
– Grazie, ho detto, prevedete di coprire le spese di viaggio?
– Naturalmente no.
– Allora, altrettanto naturalmente, porterò io i libri, così con la vendita recupererò le spese…
– Naturalmente no.
– Quindi nella vostra idea di “natura” è normale che un autore venga a sue spese, impegnando la propria giornata (che sarà sottratta al suo lavoro), assumendosi il peso del viaggio perché voi possiate vendere il suo libro. E’ così?
– Beh funziona così…
– No, non funziona così: perché se anche voi vendeste 15 copie, io di diritti (al 10% come è previsto a Pentàgora) ricaverei 18 euro, che non coprono neanche il costo del biglietto del treno per l’andata. In più mi sobbarco 3,5 + 3,5 ore di viaggio e impegno una giornata per richiamare gente nella vostra libreria e fare vendere i libri a voi. Questo vi pare sensato?
– Beh, funziona così…
– No, non funziona e non funzionerà più così: o rimborsate le spese o lasciate che i libri li venda io oppure grazie lo stesso (ma non è il caso).

Sono distratti i librai che invitano e questi problemi non se li pongono, come se tutto fosse dovuto. Questo comportamento lo capisco solo se l’autore abita vicino a loro, se no mi intristisce il cuore.
E li chiamo distratti perché voglio pensare bene o perché sono gentile.

[immagine: https://area.events/blog/come-presentare-un-libro/]