Ci sono diverse tecniche per fare editing, Sheila Bernard, editor di Pentàgora, ci mostra il suo, e lo fa proponendoci le sue riflessioni su un brano tratto dal prossimo libro di Giada Campus, “La pecora nera”.
Il brano è: “Ho guidato fino al porto con il terrore di sbandare, che si aprisse una voragine sotto di me, e mi facesse precipitare chissà dove. Ho paura che questa cosa possa succedere anche ai miei familiari.”
Sapendo che le varianti proposte su questo brano che non la convince appieno, possono forzare il significato originario, ma volendo semplicemente scandagliare ogni ipotesi, Sheila liberamente annota.

Esistono due linee di pensiero differenti a seconda che il focus di ‘anche’ rimanga correttamente su ‘famigliari’, oppure che vada a rafforzare ‘ho paura’. Inizio con quest’ultimo.
Ho paura anche che…

(a patto che si accetti la cacofonia che-che). Un’alternativa, anche questa NON accettata da tutti, è iniziare con “E”, eliminando ‘anche’:
“E ho paura che questa cosa possa succedere ai miei familiari”,
oppure conservandolo, che ci permetterebbe di inserirlo tra ‘ho’ e ‘paura: 
“E ho anche paura che questa cosa possa succedere ai miei familiari”, forse una soluzione più naturale.
Riflettendo più profondamente (e sono sul ragionamento che tiene il focus su ‘famigliari’), ‘anche’ in quella posizione dovrebbe essere ‘pure’. Non viene spontaneo neppure a me, e non sarebbe in corda con il resto del testo.
Un’altra, probabilmente la più elegante, soluzione è:
“Ho paura che LO STESSO possa succedere anche ai miei famigliari”, conservando ‘anche’ nella posizione che gli compete.
Lo so che è quasi impercettibile,  ma la frase com’è adesso dà un sapore di realtà a un evento non accaduto (irreale): sembra che sia successo davvero e che possa succedere anche a…
Ma così non è, e si deve trovare il modo di trasmetterlo adeguatamente (e magari cambiare nel frattempo anche ‘questa cosa’).

Forse quel sapore è dato dai tempi, provo:
“Ho temuto che questa cosa/lo stesso potesse succedere anche ai miei…”
“Ho avuto paura che lo stesso potesse succedere anche ai miei famigliari.”
“Ho temuto che anche ai miei famigliari potesse succedere la stessa cosa.”
Va bene, più complesso, ma bene, anche con il presente cong.
“Ho temuto che possa succedere.”
Gli elementi che prego di considerare sono quindi tre:
i tempi, la posizione di ‘anche’, e ‘questa cosa’.
(Tra l’altro, così com’è, ripensando ulteriormente, abbiamo l’aggiuntivo significato di “ho paura che i miei famigliari non solo possano essere inghiottiti dalla voragine del ponte, ma addirittura provino la sgradevole esperienza di avere paura”. “Ho paura di morire, ho paura che anche loro possano morire”. “Ho paura che anche loro possano avere paura”. Sono tre diversi livelli concomitanti.
“Continuo ad aver paura che lo stesso possa succedere anche ai miei famigliari.”   
Questa sopra è un’ennesima soluzione che però rispetta tutti questi livelli di profondità (a maggior ragione giustificata dal fatto che per il momento la protagonista ha lasciato Genova).