Per presentare un libro ci vuole un libro da presentare. Non è un’affermazione così ovvia come sembra. Talvota può mancare il libro, essendoci in realtà solo una certa quantità di fogli stampati e rilegati.

Importanti quanto il libro sono gli amici. I lettori sono spesso anche degli amici. Vecchi amici, amici nuovi, conoscenti che sono diventati amici.

Poi è necessario un posto, ad esempio una sala riunioni, una sala congressi. Ma può andar bene anche un orto (a me è successo: è stato molto bello), un corridoio, un vestibolo di un centro commerciale (sconsigliato: troppo chiasso), un padiglione di fiera, un bar, un ristorante, meglio: un’osteria. Se poi l’osteria è gestita da amici è perfetto.

Sabato sera sono stato all’osteria del Castello a Cengio Alto (SV), gesitita da amici. Mi sono accordato con loro: dopo la presentazione merenda per chi voleva fermarsi a un prezzo più che frequentabile. La merenda era una serie di antipasti appetitosi, pane fritto e buon vino, fino ad arrivare al dolce, al caffè e agli immancabili liquori “Origine”. Il Castello è anche (e ancora oggi) sede del centro culturale “Le Stelle” fondato da Renato Pancini, il primo a mettere insieme alcuni giovani appassionati di Storia, di lettere, di letture, di scrittura e di poesia, tra cui il sottoscritto.

Ieri sera c’erano una trentina di amici che hanno passato (io credo) una bella serata, fra libri, sorrisi, qualche momento serio, un lieto convivio, semplice e soddisfacente.

Pensavo dunque che le presentazioni di libri, al di là degli arificiosi rituali e celebrazioni dell’ IO dell’autore, sono l’occasione per rinnovare un rapporto di fiducia tra l’autore, l’osteria e i lettori. Chi mi legge da qualche anno (25 lettori, come diceva quel tale) sa di trovarsi per le mani un libro degno, non noioso, scritto con impegno, rivisto con dedizione, approvato da un gruppo di lettura affidabile. Così come sa di ritrovarsi, per una presentazione, in un ambiente famigliare, cordiale, che non promette niente di diverso da quel che dice: una buona, abbontante merenda che diventa cena, ad un prezzo abbordabilissimo.

Garantire agli amici un posto comodo, un pasto piacevole, un libro non inutile, qualche chiacchiera lieve e non leggera, fa parte della cura che dobbiamo a noi stessi, al nostro lavoro d’autori e divulgatori della parola, nella nostra modesta misura.